Villa Romea


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Il Golfo di Gaeta


ITINERARIO GAETA - FORMIA - MARANOLA - MONTE REDENTORE - TRIVIO - CASTELLONORATO - SPIGNO SATURNIA-SCAURI - MINTURNO - SS.COSMA E DAMIANO - CASTELFORTE - SUIO TERME (Lunghezza: 95 km. circa. Itinerario nel Golfo di Gaeta, tra il mare, la collina e la montagna).

GAETA, posta su un’appendice marittima dei monti Aurunci (penisoletta di Monte Orlando), su una costa in cui la natura offre ambienti diversi, fatti di belle spiagge e roccia, è una delle principali mete turistiche. Di origini antichissime, fu prima Repubblica marinara e, nel 1860-61, ultimo baluardo della monarchia borbonica. I segni più importanti dell’epoca romana sono nei pochi resti della marittima villa di Fonteo Capitone (spiaggetta di Fontana), nel grande mausoleo di Lucio Munazio Planco, nei pressi del Santuario della Trinità a Monte Orlando (area protetta facente parte, insieme all’omonima Oasi Blu marina, del Parco regionale Riviera di Ulisse), e nel Mausoleo di L.Sempronio Atratino. La città raggiunse il massimo splendore nel Medioevo, come testimoniano i numerosi edifici del quartiere di S.Erasmo: il Castello angioino-aragonese, il Duomo di S.Erasmo, le chiese di S. Giovanni a Mare, S. Domenico, S. Francesco, dell’Annunziata (con l’adiacente Grotta d’Oro), della Madonna della Sorresca, di S. Lucia e di S. Caterina. Menzione a parte meritano il citato Santuario della SS. Trinità con l’adiacente Grotta del Turco e la Montagna Spaccata, una fenditura che si sarebbe aperta nella roccia alla morte di Gesù. Da visitare inoltre: il Museo del Centro Storico Culturale nel palazzo dell’Annunziata e il Museo Diocesano. Da Gaeta si raggiunge FORMIA in circa 5 km. Posta al centro del Golfo, conserva testimonianze di epoca romana, essendo stata frequentato centro di villeggiatura balneare grazie alla mitezza del clima. Del periodo più antico la città conserva sparsi tratti di mura megalitiche, arcate dell’acquedottto romano (a Mola), i criptoportici della Villa Comunale, i resti di un vivaio ittico nel mare del porto, la privata Villa Rubino, in cui fu firmata la resa dei Borbonici ai Piemontesi nel 1861, e che sorgeva su una villa romana, di cui restano le strutture a portico, un grande cisternone romano, il porticciolo romano e borbonico di Caposele. Sull’Appia, lato Roma, si possono osservare la fontana romana detta di S.Remigio e la Tomba di Cicerone, situata al km.139,200. Nei nuclei antichi si trovano pregevoli opere: a Mola (mare) la torre di difesa del fortilizio trecentesco, la chiesetta di S.Maria di Ponza; a Castellone (mare e collina) l’antica chiesa di S.Erasmo, e quelle di S.Anna e di S. Maria la Noce. Importante è il Museo Archeologico Nazionale, alla base del palazzo comunale. Dalla zona marina, ci si sposta verso la collina e si giunge a MARANOLA, ai piedi del Monte Altino, in posizione dominante il mare. La località conserva un borgo medievale con resti di un castello con un’alta torre rettangolare e le chiese di S.Maria ad Martyres e di S. Luca. Una ripida strada carrozzabile conduce verso la cima del Monte Redentore (1250 m.), fino a 900 mt. Il monte è così chiamato per la presenza della statua che vi fu collocata nel 1901. Ai piedi, il Santuario rupestre di S. Michele Arcangelo. Si ridiscende e, dopo aver superato la frazione di Trivio, si raggiunge CASTELLONORATO che prende il nome da un castello fatto costruire da Onorato I Caetani, in posizione strategica sulla strada per Cassino. Ottima la visione sul Golfo. Si torna indietro fino a Formia, e di qui si segue la via Appia fino alla località S. Corce, da dove ci si dirige a SPIGNO SATURNIA, formato da due insediamenti: il nucleo originario Spigno Vecchio, oggi pressoché abbandonato, ma vissuto in estate, conserva, dopo le distruzioni dell’ultima guerra, resti del muro poligonale in località Campovivo e dell’antico castrum. Alle spalle si erge il monte Putrella, la cima più alta degli Aurunci (1553 m.), che alimenta sorgenti che danno acqua ai centri vicini: la principale è quella di Capodacqua. Tra gli edifici religiosi, la Chiesa di S.Croce. A valle, sul bordo della superstrada Formia-Cassino, sorge Spigno Nuovo. Lasciato il piccolo centro, si torna sulla via Appia e dopo pochi km si raggiunge l’abitato di SCAURI in comune di Minturno. Scauri è, insieme a MARINA DI MINTURNO, l’area balneare che si svolge sull’ampio lungomare compreso tra i monti d’Oro e d’Argento, sui quali si individuano i resti di torri. A Scauri si osserva un tratto di mura poligonali. Dal Monte d’Oro inizia l’area protetta di Giànola-Monte di Scauri, con l’omonima Oasi Blu, facenti parte del Parco regionale della Riviera di Ulisse. Proseguendo verso l’entroterra si giunge a MINTURNO il cui centro storico, raccolto attorno a corso V. Emanuele, conserva importanti monumenti come il Castello baronale, il Palazzo municipale (ex-convento), la duecentesca Chiesa collegiata di S. Pietro e quelle di S. Francesco e dell’Annunziata. Da visitare la Mostra del costume minturnese e del mondo agricolo Il territorio di Minturno si estende fino al confine meridionale della provincia di Latina, segnato dal fiume Garigliano, attraversato da un ottocentesco ponte borbonico a catene, che conduce in provincia di Caserta. In quest’area sorge il comprensorio archeologico di Minturnae, che comprende un tratto della via Appia romana, i resti del Foro repubblicano e del Foro imperiale, un edificio termale, il macellum, il teatro (sede di rassegne estive), un antiquarium. Accanto alla città romana si trova il Cimitero militare britannico della II guerra mondiale; e, sull’altro lato della strada, i resti di un acquedotto romano. Graziose le frazioni collinari di S. Maria Infante, Pulcherini e Tufo. Da Minturnae, proseguendo verso l’entroterra, si giunge in circa 10 km. a SS.COSMA E DAMIANO, paese collinare che forma un agglomerato unico con il confinante comune di Castelforte, in posizione dominate la pianura del Garigliano. Degli antichi edifici, quasi tutti distrutti dai terribili bombardamenti della 2^ Guerra Mondiale, sono da ricordare il palazzo Tibaldi, la Chiesa dei SS.Cosma e Damiano e di S.Lucia. Nella parte più alta del paese, nella frazione di Ventosa, una bella torre medievale. CASTELFORTE è il comune più meridionale della provincia, al confine con la Campania, da cui è separato dal fiume Garigliano. Il nucleo urbano è di impronta medievale, le principali emergenze sono le mura che si aprono nelle Porte Santa e Cianca, la torre quadrata e la Chiesa di S. Giovanni Battista. Più antica è la frazione di SUIO ALTA con resti di un castelletto. In pianura la chiesetta rurale dismessa di S.Maria in Pensulis. Lungo le sponde del Garigliano, si svolge la stazione di SUIO TERME, nota fin da epoca romana per la bontà delle sue acque terapeutiche (aquae vescinae), fredde, calde e ipertermiche, adatte per balneoterapie, irrigazioni, inalazioni, insufflazioni. Ottimi anche i fanghi.


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